Il sistema introdotto dal decreto legislativo 150/2009, ma già riscontrabile in precedenti interventi legislativi collegati alle azioni previste dal Piano industriale, mira a precisare tre aspetti del rapporto di lavoro:
- cosa succede se i dirigenti non attuano le nuove disposizioni collegate a tutti i temi della riforma (misurazione, valutazione, trasparenza, tempi dei procedimenti, ecc.);
- cosa succede in caso di omissione o di ripetuto scarso rendimento;
- cosa succede in caso di dolo, di colpa grave o di danni arrecati all’erario.
Il decreto legislativo 150/2009 raccoglie in un quadro unitario questi tre aspetti, definendo le seguenti disposizioni:
- In primo luogo, si è provveduto ad una semplificazione dei procedimenti sanzionatori e ad un incremento della loro funzionalità, attraverso: l’estensione dei poteri del dirigente della struttura in cui il dipendente lavora; la riduzione e la perentorietà dei termini; il potenziamento dell’istruttoria; l’abolizione dei collegi arbitrali di impugnazione; la previsione della validità della pubblicazione online del codice disciplinare dell’amministrazione.
- Viene poi disciplinato in modo innovativo il rapporto fra procedimento disciplinare e procedimento penale, limitando ai soli procedimenti disciplinari più complessi la possibilità di sospenderli in attesa del giudizio penale e prevedendo, peraltro, che i procedimenti disciplinari non sospesi siano riaperti, se vi è incompatibilità con il sopravvenuto giudicato penale.
- Per i casi di false attestazioni di presenze o di falsi certificati medici sono introdotte sanzioni molto incisive, anche di carattere penale, non soltanto nei confronti del dipendente, ma altresì del medico eventualmente corresponsabile. Per esigenze di certezza e di omogeneità di trattamento viene definito un catalogo di infrazioni particolarmente gravi assoggettate al licenziamento, che potrà essere ampliato, ma non diminuito, dalla contrattazione collettiva.
